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Seconda casa in montagna all’estero

Seconda casa in montagna all’estero: più Francia che Svizzera

di Evelina Marchesini

Torna la voglia di chalet esclusivi nelle Alpi, sia per l’estate che per l’inverno, e in molti casi per acquisti a fini di investimento. Il pubblico dei “big buyers” internazionali, sempre alla ricerca di mete sicure in cui effettuare la propria diversificazione di portafoglio, si è diretto tra il 2014 e il 2015 verso le Alpi francesi e svizzere. Ma con preferenze diverse rispetto al passato, che vedono la Francia in pole position rispetto alla Svizzera e mete come Courchevel e Chamonix di gran lunga più richieste e con un aumento dei prezzi rispetto alle tradizionali Verbier, Crans Montana, Megeve e St. Moritz, che passano nelle ultime posizioni in termini di apprezzamento.

Knight Frank, specializzata nel mercato internazionale delle proprietà di valore, da tempo ha ideato e alimentato uno speciale indice delle località di montagna, denominato “Prime Ski property index”. Un indice che, appena divulgato e aggiornato al primo semestre 2015, mostra un deciso aumento della domanda di proprietà di chalet nelle Alpi svizzere e francesi (in realtà le uniche località considerate da una clientela mondiale) principalmente grazie a un euro più debole che attrae acquirenti da tutto il mondo, una maggiore chiarezza a livello fiscale sia in Francia sia in Svizzera e a una rinnovata fiducia nei confronti dell’eurozona. L’indice _ che prende in considerazione 15 località nelle Alpi francesi e svizzere _ evidenzia comunque una relativa omogeneità, con una differenza di soli 13 punti tra le località più forti e quelle più deboli. E con alcuni punti fermi.

La Val d’Isere e Meribel conducono la classifica di Knight Frank, con un aumento dei prezzi rispettivamente del 5,8% e del 4,5%. L’attività di compravendita nel settore degli chalet alpini si focalizza tra 1,5 e 2,5 milioni di euro, con località come Courchevel 1550 e Chamonix che salgono in termini di popolarità. E le transazioni concluse a Megeve nella prima metà del 2015 sono addirittura il doppio di quelle concluse in tutto il 2014. La Val d’Isere attrae soprattutto acquirenti britannici per la sua prolungata stagione sciistica: in poche altre località la neve è assicurata da Natale a Pasqua, mentre Meribel piace per la sua location tra le Tre Valli. La Svizzera viene invece penalizzata dalle normative che limitano la possibilità di acquisto di seconde case per gli stranieri: per esempio St. Moritz perde il 7,2% in termini di prezzi su base annua perché le proprietà disponibili per i compratori non svizzeri sono ormai ridotte al lumicino e il mercato diventa quasi inesistente. Inoltre va aggiunto il fattore-valuta: mentre il franco svizzero è sempre forte, l’euro ha perso potere. Per fare un esempio, una proprietà da un milione di euro, per un acquirente britannico, in Francia in un anno costa l‘11% in meno, mentre in Svizzera il 2% in più. Ogni località ha i propri appeal e il proprio tipo di acquirente ideale.

Si trova a 1.035 metri di altezza e ha una media di manto nevoso in altura di 154 cm. Ha 155 chilometri di piste. Viene definita come una cittadina stimolante e piacevole, il cuore delle Olimpiadi invernali e ha il vantaggio di essere vicina all’aeroporto di Ginevra. A chi è adatta? Secondo Knight Frank «Chamonix è un must per chi vuole sfruttare il proprio chalet tutti i weekend in un posto alla moda». I prezzi medi degli chalet sono di 10mila euro al metro quadrato.

Ubicata nella parte opposta rispetto a Courchevel 1850 e 1550, questa località piace perché è ben esposta al sole e offre chalet ben costruiti e moderni con incredibili “belvedere”. Inoltre ha un accesso diretto al nuovo Centro acquatico. Ha collegamento con 600 km di piste, in quanto fa parte del comprensorio delle “Tre Valli” e il manto nevoso medio in altura è di 119 cm. I prezzi degli chalet sono intorno ai 15mila euro al metro quadrato.

È decisamente la “superstar” delle Tre Valli, con prezzi medi degli chalet a 25mila euro al metro, prezzi dovuti alla richiesta in continuo aumento. Anche qui i chilometri di piste sono 600. «È al top in qualsiasi aspetto: dai ristoranti eccellenti all’assenza di code agli impianti grazie agli accessi diretti dagli chalet agli hotel», dice il report di Knight Frank.

A 1.850 metri, è il meglio per i veri amanti dello sci, grazie alla stagione prolungata e ai ghiacciai che consentono di sciare anche d’estate. Val d’Isere, con Tignes, forma l’iconico comprensorio denominato Espace Killy, con 300 chilometri di piste e una media di manto nevoso di 122 cm. I prezzi? Intorno ai 17mila euro al metro per gli chalet.

Forse anche grazie ai prezzi in calo, le transazioni sono decollate. Sviluppata dalla famiglia Rothschild, Megeve, a 1.113 metri di altezza, ha più l’atmosfera di un villaggio di montagna che di un resort turistico e il grande vantaggio di essere a soli 67 chilometri da Ginevra. Con 325 chilometri di piste e un manto nevoso medio in altezza di 119 cm, è la località top per la clientela discreta, con prezzi degli chalet di 14mila euro al metro.

A 850 metri di altitudine, tra Chamoniz e Ginevra, la località offre ancora opportunità di acquisto a prezzi accessibili, con accesso a 450 chilometri di piste e un prezzo per gli chalet di 7mila euro al metro quadrato. «Un bellissimo e poco affollato comprensorio sciistico, con bei panorami e una reale destinazione da doppia stagione» la definisce il report di Knight Frank.

http://www.casa24.ilsole24ore.com/art/mercato-immobiliare/2015-10-29/seconda-casa-montagna-all-estero-piu-francia-che-svizzera-133016.php?uuid=AC9zsVNB

Vittorio Maurizio Cociti

Consulente e business adviser

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